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Calci_Certosa-4webIl Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa è uno tra i più antichi musei del mondo. Nato come “Galleria” sul finire del ’500 per volontà di Ferdinando I dei Medici, oggi raccoglie ed espone oltre 400 anni di storia della ricerca scientifico-naturalistica dell’Ateneo pisano. Dal 1986 è ospitato nei locali della Certosa di Pisa a Calci e rappresenta una delle più importanti realtà naturalistiche italiane. Per saperne di più leggi la sua storia.

Reperti di zoologia, fossili e minerali, organizzati secondo criteri sistematici e tematici, sono esposti su oltre 4.000 metri quadrati di sale e gallerie disposte su tre piani. Di notevole importanza la “Galleria dei cetacei”, tra le prime in Europa per valenza scientifica, il settore di Paleontologia con i dinosauri e le sale degli acquari. Per saperne di più scopri tutte le sale espositive del Museo.

Oltre alla visita libera, il Museo offre visite guidate e molte attività educative per le scuole di ogni ordine e grado e per gruppi di almeno 15 persone. Una visita al Museo è un’esperienza unica per la ricchezza, la complessità e l’unitarietà dei messaggi trasmessi, da quello scientifico-didattico a quello naturalistico-paesaggistico, da quello storico a quello artistico-architettonico. Se sei interessato alle nostre visite guidate e alle nostre attività educative visita le pagine dedicate ai servizi educativi.

Altre informazioni utili per visitare il nostro Museo e per prenotare le varie attività guidate sono disponibili su accoglienza e su contatti e prenotazioni.


IN PRIMO PIANO: MARZO 2015

PRIMAVERA AL MUSEO: LA NUOVA GALLERIA DEI MINERALI

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Non c’è che dire: anche al Museo di Storia Naturale la primavera è tempo di “rinascita”. Dopo le recenti inaugurazioni del settore espositivo “La terra tra Mito e Scienza” e della mostra temporanea ‘Predatori del Microcosmo’, sabato 28 marzo apre i battenti la Galleria dei minerali; o piuttosto, li riapre, in una veste completamente rinnovata. La Galleria, infatti, era stata chiusa parecchi anni ora sono a seguito di gravi danni al soffitto: ora, riparata, torna a fiorire più bella di prima, grazie all’arricchimento delle collezioni e all’allestimento moderno e accessibile.

Innanzi tutto, ai reperti che costituivano l’asse portante della Galleria (le lucenti ematiti e le policrome tormaline elbane, i limpidissimi quarzi sul candido marmo di Carrara, il contrasto dei colori nero ed oro nelle associazioni a solfuri della collezione Cerpelli,…) ne sono stati aggiunti di nuovi, grazie alle donazioni di importanti collezionisti, cosicché tutte le principali aree mineralogiche toscane sono, adesso, degnamente rappresentate.

Intorno a questo nucleo “nostrano”, unico nel suo genere per varietà, è stato impostato un percorso didattico studiato per avvincere chiunque: dall’appassionato collezionista al visitatore curioso, fino ad arrivare ai i più piccoli, da sempre affascinati dai colori e dalle forme straordinarie dei minerali.

Ma partiamo dall’inizio. Nel fare il suo ingresso, il visitatore si troverà di fronte qualcosa di assolutamente straordinario e, in senso proprio, “alieno”: si tratta della meteorite di Bagnone, una enorme siderite del peso di 48 kg, che ci introduce in un viaggio all’interno del Sistema Solare. Le meteoriti sono, infatti, l’unica testimonianza del passato remoto dell’immenso universo che a noi umani sia dato di toccare con mano ed analizzare nei nostri laboratori. Questo era già ben chiaro ad Antonio D’Achiardi: questi, mineralogista e direttore del Museo alla fine delll’800, si prodigò per raccogliere campioni di meteoriti di ogni genere attraverso lo scambio con le più importanti istituzioni scientifiche del tempo, in Europa e non solo.

Dalle profondità del tempo e dello spazio, il visitatore approderà alla scoperta di territori e materiali più familiari: le rocce toscane di cui sopra. Infine, per chi non si accontenta di guardare, sarà allestito un laboratorio interattivo nel quale sarà possibile esaminare le proprietà dei minerali.

Alla inaugurazione del percorso museale, realizzato grazie ad un cofinanziamento della Fondazione Pisa, interverranno Roberto Barbuti, direttore del Museo di Storia Naturale, Elena Bonaccorsi, vicedirettore e responsabile scientifico dell’allestimento, Cristian Biagioni, Paolo Orlandi e Massimo D’Orazio (Dipartimento di Scienze della Terra), Tiberio Bardi, collezionista ed espositore, e Marco Lorenzoni, restauratore di minerali.

La riapertura dell’area non corrisponde alla conclusione dell’opera di rinnovamento e di arricchimento, che il Museo si propone di continuare, per la gioia di tutti, finché continuerà ad esistere, e a partire da subito. L’inaugurazione di sabato sarà infatti l’occasione per un annuncio molto atteso nel mondo degli appassionati di mineralogia: la Galleria si arricchirà prossimamente di un nuovo gioiello della natura…

Ma i dettagli li scoprirete sabato 28 marzo, alle ore 15:00, nel Refettorio della Certosa. Alle 16:00 seguirà la visita del percorso espositivo, al termine della quale ci sarà un brindisi: alla nuova Galleria, al Museo, alla voglia di esplorare e conoscere, a tutti i visitatori, grandi e piccoli. Siete invitati a partecipare!

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Gli ambienti naturali impongono continue sfide agli animali che li abitano: procurarsi da mangiare, evitare i predatori, trovare un partner e dare vita a una discendenza. In natura alcune specie hanno sviluppato strategie di attacco, difesa e riproduzione sorprendenti e inusuali anche per animali di piccole dimensioni. Tra questi soprattutto insetti e molti piccoli vertebrati. Questo esercito di animali insoliti, agguerriti nella lotta per la sopravvivenza, è protagonista di “Predatori del Microcosmo”. L’esposizione, a cura dell’Associazione Orme D’Ambra di Pisa, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università, ha come punto di forza una collezione di animali vivi molto speciali, raramente presentati al pubblico. All’interno di microecosistemi che riproducono l’ambiente naturale delle specie, si possono osservare gechi volanti, mantidi che tendono agguati su foglie e fiori, scorpioni enormi e ragni color zaffiro.

La sezione con gli animali vivi è completata da un’ampia rassegna fotografica tratta dal lavoro dei curatori Emanuele Biggi (Geo&Geo, RAI 3) e Francesco Tomasinelli (www.isopoda.net/info).

Durante l’esposizione l’associazione Orme d’Ambra organizza alcuni eventi collaterali aperti al pubblico.

Calendario conferenze ore 17:00, Ingresso libero

7 Maggio: “Tra Serpenti e Anfibi”

Dott. Zuffi  (Museo di Storia Naturale di Calci)

Dott.ssa. Le Fosse (GAUM)

Dott. Ribolini Andrea (Guida Ambientale – Comitato Salviamo le Apuane)

21 Maggio: “Il Mondo dei coleotteri”

Dott. Della Casa (Museo Storia Naturale di Calci)

Dott.ssa Albertini (Scuola Superiore S.Anna)

4 Giugno : “Ragni e Parassiti”

Dott.ssa Picchi (Scuola Superiore S.Anna)

Dott.Benelli (Università di Pisa)

11 Giugno: “I Predatori nell’Arte e nella Cultura”

Dott. Ciulla (Etnontropologo)

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#MUSEUMWEEK 2015

Anche il Museo di Storia Naturale e il Museo del Calcolo dell’Università di Pisa prenderanno parte alla Museum Week 2015, un’iniziativa di diffusione della cultura per mezzo di Twitter e, soprattutto, dei visitatori che vorranno dare un contributo con i loro cinguettii.

Per adesso, la Museum Week annovera tra gli iscritti oltre 1140 musei di ogni genere provenienti da 50 diverse nazioni, ma le registrazioni non sono ancora chiuse.

Il meccanismo è semplice quanto divertente:  un modo per dar sfogo alla creatività dei partecipanti e per regalare agli operatori la possibilità di guardare ciò che li circonda come se fosse la prima volta.

Per ciascuno dei sette giorni sarà previsto un diverso tema, con associato il corrispondente hashtag. Lunedì sarà l’intrigante #secretsMW, per verificare quale visitatore ha la vista più acuta e, soprattutto, lo sguardo più originale. Martedì è dedicato alle piccole gioie materiali: l’hashtag sarà #souvenirsMW, e ci permetterà di scoprire quali ricordi avete scelto di portare con voi dopo la visita, se un tenero pupazzo o un autentico dente di squalo. Mercoledì è #architectureMW; non c’è che dire, la Certosa avrà ben pochi rivali! Giovedì #inspirationMW vi lascia liberi di sbizzarrirvi con la vostra creatività. Venerdì comincia il weekend e tocca a #familyMW, l’ideale per i musei dell’Università di Pisa che si sono sempre preoccupati di rendersi fruibili a grandi e piccini, così da regalare alle famiglie un’esperienza unica e condivisa. Sabato l’hashtag sarà #favMW, e il Museo di Storia Naturale ha una carta tutta sua da giocare: l’inaugurazione della nuova Galleria dei Minerali! I vostri 140 caratteri e le vostre foto saranno primi in assoluto a descrivere quest’area espositiva unica nel suo genere.  Infine, domenica, i visitatori diventano i veri protagonisti: i vostri meme e i vostri selfie andranno sotto l’hastag #poseMW. Pronti a diventare voi stessi opere d’arte?

Che dire? #viaspettiamo.


 

CAMPUS AL MUSEO

Martedì 7 aprile 2015 “Campus al Museo”: una giornata sul modello dei Campi Solari in una cornice un po’ speciale.

L’iniziativa è dedicata a tutti i bambini e le bambine delle scuola primaria, e abbiamo già ricevuto numerose adesioni.

Qui la locandina.


 

VIA COL VENTO – DUE PAROLE SUL FURTO AL MUSEO

Da sempre, l’uomo ha cercato di trovare una spiegazione a ciò che gli accade intorno, talvolta dipingendo la tela bianca dell’ignoto con i suggestivi colori della fantasia.

Fino al diciannovesimo secolo il ritrovamento di denti di narvalo, lunghi e appuntiti, ha contribuito ad alimentare il mito dell’Unicorno. C’era uno di questi denti nella “camera delle meraviglie” che, nel 1700, è stata la culla del Museo di Storia Naturale della Certosa di Calci. Un autentico corno di Liocorno: figuratevi l’orgoglio di chi poteva vantarsi di possedere una simile rarità.

Con il passare dei secoli e il progredire delle conoscenze scientifiche, l’uomo ha smesso di credere negli unicorni, ma il dente di narvalo ha conservato intatto il suo valore. È rimasto sempre lì, al suo posto nella vetrinetta, mentre il Museo cresceva, si trasferiva alla Certosa, ampliava ed arricchiva le sue collezioni di anno in anno fino all’apertura dell’ultimissimo settore espositivo, intitolato, guarda caso, “La terra tra mito e scienza” che ha visto oltre 1.000 presenze in un solo weekend. È stato sotto gli occhi dagli oltre 52.000 visitatori che il Museo ha accolto lo scorso anno e che, senza saperlo, sono stati gli ultimi a vederlo.

La notte tra il 6 e il 7 marzo è stata, lo ricordiamo tutti, una notte di tempesta. Soffiava un forte vento: un vento che stavolta, però, si è portato via il corno dell’Unicorno, assieme con un corno di rinoceronte di grandissimo valore monetario con cui condivideva la vetrina.

I ladri sono entrati rompendo il vetro di una porta-finestra del piano terra, e hanno avuto gioco facile a forzare una serratura vecchia di quattrocento anni. Avevano un obiettivo preciso: non hanno portato via altro che questi due reperti. Lo schema, del resto, non è nuovo: negli ultimi mesi altre corna di rinoceronte sono state rubate dalle teche diversi musei italiani. L’ammontare della refurtiva, soprattutto a causa della perdita del corno, è stimato oltre i 60.000 euro.

Ma è davvero possibile tradurre in denaro la perdita che il Museo ha subito? Scrive Oscar Wilde: “Un cinico è colui che conosce il prezzo di ogni cosa, e il valore di nessuna”. Se anche il Museo potesse riavere indietro dieci volte il prezzo in valuta corrente del corno e del dente, le banconote non potrebbero occupare il posto vuoto rimasto nella vetrina.

Qualcosa è andato perduto per sempre, qualcosa che si era conservato miracolosamente intatto per centinaia di anni: quei reperti erano frammenti insostituibili di storia e di cultura, custodivano in sé le magnifiche creature che erano stati, le decine di migliaia di sguardi che avevano attratto, le scoperte scientifiche che avevano accompagnato, le leggende che avevano alimentato e visto dissolversi. E ora non ci sono più, non diversamente dalle statue assire che abbiamo visto mutilate in questi giorni dai terroristi islamici: sono scomparse in nome del più sporco di tutti gli dei, quello del denaro.

Lasciateci, nel nostro piccolo, essere tristi.


 

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Il 6 marzo, alle ore 16:30, presso l’Aula Magna del Museo di Storia Naturale di Calci, prende l’avvio l’eccezionale ciclo di conferenze dal titolo “Tra principi e monaci: paleopatologia e storia“.

Il primo a intervenire sarà Gino Fornaciari, a proposito di “Giovanni dalle Bande Nere (1498- 1526): vita e morte di un capitano di ventura“.

A seguire, il 3 aprile, sempre alle 16:30, Valentina Giuffrà esporrà i risultati degli studi sul tema “I bambini dei Medici e le loro malattie (XVI- XVII secolo)“.

Il 15 maggio alle 16:30 sarà il turno di Sara Minozzi, che ci parlerà de “I Guinigi e Ilaria del Carretto: bioarcheologia di una famiglia nobile lucchese (XV- XVII secolo)“.

A chiudere, il 15 giugno, sempre alle ore 16:30, sarà Antonio Fornaciari, con la sua conferenza dal titolo “Badia Povazzeri (Altopascio): lo scavo bioarcheologico di un’abbazia medievale (X-XIX secolo)“.


 

 

La Terra tra Mito e Scienza

Sabato 28 febbraio, alle ore 11:00, presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, con sede alla Certosa di Calci, sarà inaugurato il nuovo, attesissimo settore didattico-espositivo, “La terra tra mito e scienza”.
A disposizione dei visitatori una vasta serie di allestimenti a tema, che illustreranno le tappe della storia della Terra confrontando l’interpretazione del mito con quella della scienza. Nella sezione dedicata al mito spicca l’Arca di Noè: una ricostruzione in legno della nave biblica, che nei suoi 10 metri di lunghezza ospiterà ben 160 esemplari tassidermizzati. Nella sezione dedicata alla scienza saranno presenti modelli a grandezza d’uomo dei primi microorganismi e riproduzioni in scala ridotta che illustreranno il funzionamento dell’attività vulcanica.

Lo spazio è stato progettato per essere anche teatro di attività didattiche rivolte alle scuole di ogni ordine e grado.

All’inaugurazione interverranno Roberto Barbuti, direttore del Museo, Simone Farina (Museo di Storia Naturale) Patrizia Landi (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Pisa) e Graziano di Giuseppe (Dipartimento di Biologia – Università di Pisa; Società Italiana di Protistologia Onlus).


  MOSTRA FOTOGRAFICA – “NEGRITUDINE”

Venerdì 28 febbraio, alle ore 16:00, sarà inaugurata presso il Museo di Storia Naturale una mostra fotografica dal titolo “Negritudine”: gli scatti sono stati realizzati da Pino Bertelli per Oltre il Deserto.

La mostra resterà visibile, in orario di apertura del Museo, fino al 22 marzo.

Qui la locandina.


 

4.000 VISITATORI… ED E’ SOLO L’INIZIO!

Le temperature calano, le visite aumentano!

Dopo aver festeggiato nel 2014 un numero di ingressi record (oltre 50.000!) il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, con sede alla Certosa di Calci, chiude il mese di gennaio con quasi 4.000 biglietti staccati: cifra anche questa mai vista nel periodo invernale.

Il merito va all’inesauribile ventaglio di iniziative, che spaziano oltre i confini della scienza per arrivare all’arte moderna. Fino al 31 del mese era in mostra un ciclo di opere del maestro Girolamo Ciulla, ispirato alle collezioni del Museo. E sempre a gennaio data l’inaugurazione del nuovo manifesto-simbolo del Museo, acquaforte onirica e suggestiva del maestro Paolo Ciampini che ora campeggia in biglietteria. Per non parlare del presepe animato Meucci, che ha contribuito non poco ad animare il viavai di turisti durante le vacanze di Natale.

Più visitatori, e anche più coinvolti: addirittura protagonisti nel concorso fotografico “Scatta il museo”. La prima edizione si è conclusa il 30 settembre con 232 foto partecipanti, e i primi 30 scatti classificati rimarranno esposti in biglietteria fino al 22 febbraio, a incuriosire e ad ispirare coloro che, se l’evento dovesse ripetersi, potrebbero essere i prossimi vincitori.

Inoltre, non dimentico della sua prima vocazione, il Museo ha ospitato e si prepara a ospitare nel 2015 una ricchissima serie di esposizioni di scienze naturali: risultato quanto mai felice del matrimonio tra le più moderne scoperte dei ricercatori e le più avveniristiche, quasi pionieristiche, tecniche di esposizione museale e di coinvolgimento del pubblico. Obiettivo: massima diffusione del sapere, e massimo divertimento.

Prima fra tutte, ricordiamo la mostra “Squali, predatori perfetti”: ancora visibile fino al 1° marzo, ospita oltre trenta specie di squali in ricostruzioni di squali a grandezza naturale o conservati sotto liquido, offre pannelli tattili e modelli mobili per avvincere i più piccoli e addirittura una gabbia anti-squalo, dove farsi una foto in compagnia del temibile predatore, che, come scoprirete, tanta paura non fa! Ce ne parla anche Primo Micarelli, il 27 febbraio alle 16:30 nell’aula Aula Magna dell’ex Facoltà di Scienze, con il suo intervento su “Attività del Centro Studi Squali di Massa Marittima, il caso del grande squalo bianco”.

Sempre fino al 1° marzo vi aspetta “Vulcani, fascino e minaccia”, mostra fotografica dedicata alle opere scattate dagli scienziati presenti in prima persona nei luoghi delle eruzioni: attraverso i loro occhi è possibile assistere a uno degli spettacoli più terrificanti e insieme più magnifici della potenza della natura. Dopo l’incanto di questi giganti, dal 21 marzo arriva “Predatori del microcosmo”, una mostra dedicata alle creature più spaventose che vi sia mai capitato di osservare attraverso una lente d’ingrandimento.

Ancora di storia dell’arte, ma anche di matematica e proporzioni, ci parla Pietro Armienti il 13 febbraio nella sua conferenza: “Le radici del pensiero scientifico moderno: un abaco di Fibonacci sulla facciata della chiesa di San Nicola di Pisa”.

Come se non bastasse, nel 2015 il Museo si è fatto promotore del ciclo di conferenze “La natura e i suoi elementi”, una serie di cinque incontri destinati al più vasto pubblico, nel corso dei quali i ricercatori esporranno, in un linguaggio accessibile, l’avvincente quadro del mondo che ci circonda. Il primo intervento, dedicato all’Aria, ha avuto per relatore Dimitri Giunchi, che ha parlato delle ultime incredibili scoperte nell’ambito della migrazione degli uccelli; a seguire, interverranno Roberto Santacroce, che ci parlerà del Fuoco nel duecentesimo anniversario dell’eruzione di Tambora; Roberto Barbuti, che a proposito dell’Acqua illustrerà i risvolti positivi delle mutazioni cosiddette “deleterie” delle rane verdi; Alessandro Canci, che a proposito della Terra tornerà sul tema degli uccelli affrontandolo attraverso i reperti e la storia dell’arte; e, a chiudere, Guglielmo Pepe, della National Geographic Society.

Altro ciclo di conferenze, dal titolo “Tra principi e monaci; paleontologia e storia” prenderà il via a marzo e proseguirà per tutta la primavera. Relatori saranno Gino Fornaciari, che tratterà di Giovanni dalle bande nere; Valentia Giuffrà, che parlerà delle malattie dei bambini dei Medici; Simona Minozzi, che parlerà dal punto di vista bioarcheologico della famiglia lucchese Guinigi e di Ilaria del Carretto; e infine Antonio Fornaciari, che tratterà dello scavo bioarcheologico della Badia Pozzaveri (Altopascio).

E questo non è che l’inizio. Per il 28 febbraio è prevista l’inaugurazione del nuovo settore espositivo “La terra tra mito e scienza”, alla scoperta del legame vitale e della fondamentale differenza che lega le due interpretazioni che, nel corso della storia, l’uomo ha dato della realtà: punto di partenza sarà l’Arca di Noè, che, sì, è una vera e propria nave, nella cui stiva sono conservati reperti naturalistici destinati alla visione di scolaresche e visitatori. Il 28 marzo, poi, apre la nuova Galleria dei Minerali, con nuovi reperti, nuovi pannelli e nuovi microscopi. E, speriamo, nuovi visitatori!


 

  “LA NATURA E I SUOI ELEMENTI: STORIE DI RICERCHE E DI RICERCATORI”

Il 2015 darà il via ad una serie di conferenze che avranno per filo conduttore un tema quanto mai suggestivo: i quattro elementi.

Sede delle prime due sarà l’Aula Magna della facoltà di Scienze MM.FF.NN., Polo E, Largo Pontecorvo, a Pisa.

Il 23 gennaio 2015, alle ore 16:30, è il turno dell’aria. Il relatore sarà Dimitri Giunchi, il titolo della conferenza: “Strade blu: lo studio della migrazione degli uccelli ieri, oggi e domani“.

Il 20 febbraio 2015, alle ore 16:30, tocca al fuoco. Roberto Santacroce ci parlerà di “Tambora 1815, la più grande eruzione del millennio“.

Ad ospitare le due conferenze successive sarà l’Aula Magna del Museo di Storia Naturale, in via Roma 79, a Calci.

Il 20 marzo 2015, alle 16:30, il tema sarà l’acqua. A parlarcene lo stesso direttore del Museo, il professor Roberto Barbuti, in un intervento dal titolo: “Non tutto il male vien per nuocere: il ruolo delle mutazioni ‘deleterie’ nelle popolazioni di rane verdi“.

Il 17 aprile 2015, alle 16:30, infine, è la volta della terra. Alessandro Canci terrà una conferenza intitolata: “Tra terra e paradiso: gli uccelli nella storia dell’arte e della cultura dell’uomo“.

Il gran finale del ciclo di conferenze si terrà nuovamente nell’Aula Magna della facoltà di Scienze MM.FF.NN., Polo E, Largo Pontecorvo, a Pisa.

Sarà lì che l’8 maggio 2015, alle ore 16:30, avrà luogo l’intervento di Guglielmo Pepe della National Geographic Society: “Gli elementi naturali: sensazioni e immagini“.

A seguito di ogni conferenza sarà servito un delizioso aperitivo. Che dire? Vi aspettiamo numerosi!

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SQUALI, PREDATORI PERFETTI.

Dopo il successo di “Abissi, terra aliena”, una nuova mostra temporanea viene ad arricchire le esposizioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. Si tratta di “Squali, predatori perfetti”.

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Attesissima fin dal primo annuncio, protagonista dello stand del Museo alla Bright Night di questo settembre, oggetto di una marea di curiosità e di domande, la mostra, finalmente in fase di allestimento, promette di non deludere le aspettative che la circondano. Il tema è di per sé intrigante: gli squali, creature che da sempre affascinano l’uomo con la minaccia della loro presenza, perenne e silenziosa, nei nostri mari.

Proprio per la fama terrificante che li circonda, su di loro sono stati scritti fiumi di carta e realizzati chilometri di pellicola: eppure quanti di noi potrebbero affermare di conoscerli realmente?

Per tutti coloro che volessero farlo, è nata “Squali, predatori perfetti”. Perfetti nel senso più autentico del termine, capolavori compiuti al punto da essere rimasti quasi immutati dalla loro comparsa, avvenuta oltre 400 milioni di anni fa: perfetti perché nessuna grande evoluzione è mai stata necessaria, non occorreva alcun progresso a queste creature incantevoli e micidiali che hanno visto estinguersi i dinosauri e nascere la vita sulla terra.

La mostra vuole offrire uno sguardo chiaro e totale sulla loro varietà (saranno presenti oltre trenta specie, da un grande squalo bianco di sei metri al minuscolo squalo pigmeo), sulla loro anatomia (saranno disponibili modelli dell’anatomia interna di queste creature, nonché riproduzioni tattili delle scaglie che ricoprono i loro corpi), sulle loro caratteristiche e abitudini. Sarà possibile osservare da vicino riproduzioni dei morsi delle loro mandibole, e sarà addirittura presente una gabbia anti-squalo, nella quale i visitatori potranno entrare e farsi fotografie.

Un lungo viaggio sottomarino, tra apprendimento e divertimento, per arrivare a scoprire che sono molti di più i casi in cui lo squalo è vittima dell’uomo, che non viceversa. Molte specie antichissime, che hanno attraversato indenni le più grandi catastrofi, sono oggi sull’orlo dell’estinzione: e forse conoscere da vicino questi temuti “predatori perfetti” può farci scoprire che sono tesori da custodire, piuttosto che minacce da avversare.

Ancora una volta ad opera della Naturaliter, l’esposizione rimarrà ospite dei locali della Certosa fino al 1° marzo 2015. L’inaugurazione è prevista per il 22 novembre 2014, e per l’occasione, alle ore 16:00, Fabrizio Serena, membro dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT), terrà una conferenza dal titolo “Ruolo e importanza degli squali nell’ecosistema marino

 


VISITA IL MUSEO E SCOPRI CALCI

couponmuseoUna nuova convenzione tra il Museo di Storia Naturale e il comune di Calci permetterà ai visitatori del Museo di pranzare o cenare presso i ristoratori di Calci che hanno aderito all’iniziativa con una riduzione del 15% presentando il biglietto del Museo.

Il progetto permette inoltre di acquistare un biglietto per adulti ridotto per coloro che soggiorneranno nel comune.

Attraverso questa iniziativa si è attivata una nuova convenzione tra il Museo di Storia Naturale e gli ospiti delle strutture ricettive di Calci che presentando il coupon del Museo di Storia Naturale potranno avere la riduzione di 2€ per la visita nel Museo e di 1€ per la visita al Museo più le esposizione temporanee e gli acquari.


certificatotripadvE’ arrivata una splendida notizia per il complesso monumentale della Certosa di Calci, il sito Tripadvisor ha rilasciato il Certificato di Eccellenza al Museo per il 2014. Le recensioni ricevute sono state tali da ottenere questo riconoscimento.

Il museo è stato premiato dai suoi visitatori per il lavoro svolto, la notizia è stata accolta come un bellissimo regalo e dalla Certosa di Calci commetano:

“Gli apprezzamenti dei visitatori che hanno recensito la Certosa ci lusingano e soprattutto ci sollecitano a lavorare con sempre maggiore impegno per far conoscere questo splendido complesso monumentale e per renderne piacevole la visita”.


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