I pesci del Monte Pisano

I pesci sono vertebrati acquatici che respirano con le branchie, hanno il corpo più o meno affusolato (forma idrodinamica), ricoperto di scaglie e con pinne che servono per nuotare e per mantenere l’equilibrio. Sono generalmente ovipari e le loro uova si distinguono da quelle di anfibio in quanto non sono avvolte da masse gelatinose.

Molti pesci che oggi vivono nelle acque dolci italiane sono stati introdotti dall’uomo a partire dall’epoca degli antichi Romani, soprattutto per scopi alimentari; è quindi difficile stabilire oggi con esattezza quali specie siano autoctone e quali alloctone.
Nei corsi d’acqua del Monte Pisano sono state segnalate molte specie di pesci: anguilla, trota, pesce persico, gambusia, alosa, pesce siluro, scazzone, spinarello, carpa, tinca, cavedano, alborella, rovella, barbo, vairone, carassio e perfino luccio e pesce gatto. Ma di queste solo l’anguilla (Anguilla anguilla), la trota (Salmo trutta), la rovella (Rutilus rubilio) e lo scazzone (Cottus gobio) sono considerate autoctone e si ritiene siano giunte nelle acque del Monte Pisano risalendo l’Arno; le trote che attualmente vivono sul Monte Pisano, però, derivano da ripopolamenti fatti dall’uomo a partire dalla fine del 1800.