I pipistrelli del Monte Pisano

I pipistrelli sono gli unici mammiferi in grado di volare con volo battuto!
Appartengono all’ordine dei Chiroptera e, con ben 1380 specie attualmente note, sono al secondo posto sul podio degli ordini più numerosi di mammiferi, battuti solo dai roditori (ordine Rodentia).
Il termine Chiroptera deriva dal greco “cheir” e “pteron” e significa mano alata. Hanno, infatti, l’arto anteriore fortemente modificato, con le dita della mano allungate per sostenere la membrana di pelle che costituisce l’ala.
Hanno dimensioni piuttosto variabili: dal piccolissimo pipistrello calabrone (Craseonycteris thonglongyai) dell’Asia sudorientale, che pesa appena 2 gr e ha rubato il primato di mammifero più piccolo del mondo al mustiolo (Suncus etruscus) presente anche sul Monte Pisano, alle gigantesche volpi volanti (genere Pteropus e Acerodon) che possono raggiungere un peso di 1,5 kg e un’apertura alare di 1,8 m.

Sono tradizionalmente divisi in megachirotteri e in  microchirotteri.
I megachirotteri sono le cosiddette volpi volanti (Pteropodidae), grandi pipistrelli diffusi in Africa, Asia meridionale e Australia, che si nutrono principalmente di frutti e di fiori, e anche di nettare e di polline contruibuendo così sia all’impollinazione, sia alla dispersione dei semi.
I microchirotteri, invece, sono tutti gli altri pipistrelli. La maggior parte dei microchirotteri ha una dieta insettivora, ma esistono anche specie carnivore, piscivore, frugivore, nettarinivore e anche 3 specie che si nutrono esclusivamente di sangue di altri vertebrati, in particolare di animali domestici e di uccelli!

I microchirotteri hanno sviluppato un sistema particolare per orientarsi e per cercare cibo di notte: l’ECOLOCALIZZAZIONE.
Producono ultrasuoni per mezzo della laringe e li emettono dalla bocca, o più raramente dalla narici; questi ultrasuoni quando incontrano un elemento tornano indietro e, in base al tempo e alla direzione di ritorno, i microchirotteri riescono a stabilire la presenza di ostacoli e di prede intorno a loro. L’intervallo di frequenza dei suoni prodotti va da 14.000 a oltre 100.000 Hz, molto al di là della capacità uditiva dell’umano, che percepisce suoni con una frequenza da 20 a 20000 Hz. Alcune specie di microchirotteri ecolocalizzano utilizzando uno specifico intervallo di frequenza che si adatta al loro ambiente e alle loro prede. Quando sono alla ricerca del cibo, i microchirotteri producono circa 10-20 suoni al secondo. Durante la fase di ricerca del cibo, l’emissione del suono è accoppiata alla respirazione, che è a sua volta accoppiata al battito delle ali. Dopo aver localizzato una potenziale preda, aumentano il numero di impulsi emessi, in modo tale da individuarne la posizione esatta, fino ad arrivare anche a 200 segnali al secondo (il cosiddetto BUZZ). Durante l’avvicinamento, la durata degli ultrasuoni decresce progressivamente.
La forma delle orecchie e del naso dei microchirotteri è generalmente dovuta a un adattamento per migliorare le capacità di ecolocalizzare.

 

In Italia, e quindi anche sul Monte Pisano, sono presenti soltanto microchirotteri insettivori.
I pipistrelli sono stati tra i primi vertebrati a essere protetti in Italia, già nel 1939 con l’articolo 38 della legge 1016 sulla caccia, in quanto considerati animali utili per l’uomo perché cacciavano le zanzare portatrici della malaria. Attualmente tutte le specie di pipistrelli godono di un certo grado di protezione a livello Comunitario.

Sul Monte Pisano sono presenti le seguenti specie:
Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii)
Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum)
Ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros)
Ferro di cavallo euriale (Rhinolophus euryale)
Miniottero di Schreibers (Miniopterus schreibersii)
Vespertilio maggiore (Myotis myotis)

Il pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii) è piuttosto comune sul Monte Pisano; appartiene al gruppo dei Vespertilionidae ed è caratterizzato da una colorazione biancastra del margine posteriore dell’ala (da cui il nome albolimbato). Come tutti i vespertilionidi, ha un nasino liscio privo di pieghe e orecchie con all’interno un’appendice, chiamata trago, ben sviluppata. Quando si riposa a testa in giù tiene le ali ai lati del corpo.
I pipistrelli albolimbati sono tra gli ultimi ad andare in letargo e quindi può capitare di vederli in volo addirittura a dicembre.

I ferri di cavallo (genere Rhinolophus) sono così chiamati per la particolare forma del naso, anche il termine Rhinolophus fa riferimento al naso, infatti, deriva dal greco “rhin” e “lophus” e significa naso con cresta, in quanto il loro naso ha un’escrescenza carnosa detta foglia nasale. Oltre che per la forma del naso, si distinguono dagli altri pipistrelli per avere le orecchie più grandi, senza trago e per stare a riposo a testa in giù con le ali che coprono il corpo.
I ferri di cavallo appartengono al gruppo dei Rhinolophidae. Questi pipistrelli, solitamente emettono gli ultrasuoni per l’ecolocazione attraverso le narici, invece che dalla bocca; gli ultrasuoni poi vengono orientati dalla foglia nasale; in questo modo possono volare a bocca chiusa! Il ferro di cavallo maggiore e il ferro di cavallo minore sono abbastanza comuni sul Monte Pisano; mentre il ferro di cavallo euriale è piuttosto raro.

Il miniottero di Schreibers (Miniopterus schreibersii) appartiene al gruppo dei Miniopteridae, è tra le specie di pipistrelli con il più vasto areale di distribuzione: è diffuso in Europa, Africa settentrionale, in Africa subsahariana, in varie zone dell’Asia meridionale e in Australia. Può raggiungere i 15 gr di peso e i 30 cm apertura alare.

Vespertilio maggiore (Myotis myotis) appartiene al gruppo dei Vespertilionidae, è diffuso in Europa e in Medio Oriente e può raggiungere i 27 gr di peso e i 40 cm di apertura alare.

Il miniottero e il vespertilio sono specie troglofile, cioè amanti delle grotte. La maggior parte dei pipistrelli ama rifugiarsi nelle grotte, ma molte specie frequentano anche soffitte, edifici abbandonati e cavità di alberi. I veri troglofili, invece, scelgono quasi esclusivamente le grotte come rifugi sia per il periodo di ibernazione, sia per riposarsi durante il periodo attivo. In genere i pipistrelli cambiano rifugio da una stagione all’altra e possono anche compiere migrazioni di molti chilometri da un rifugio all’altro.

Per approfondimenti: https://batslife.eu/bats/