{"id":16189,"date":"2019-02-25T18:52:58","date_gmt":"2019-02-25T17:52:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/?page_id=16189"},"modified":"2019-06-26T08:42:39","modified_gmt":"2019-06-26T06:42:39","slug":"il-racconto-della-giornalista","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/","title":{"rendered":"Il racconto della giornalista"},"content":{"rendered":"<h2><span class=\"lightviolet\"><strong>&#8220;Il Museo spazio di incontro fra esseri umani&#8221;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span class=\"lightviolet\"> <span style=\"color: #000000;\">di Simona Genovali<\/span><\/span><\/p>\n<h3><span class=\"lightviolet\"><strong>1. Il museo<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi musei al mondo. Il Museo ha arricchito le sue collezioni nel corso dei secoli e oggi custodisce un patrimonio di enorme valore storico e scientifico. La sede si trova nella splendida Certosa di Pisa a Calci, un edificio trecentesco di inestimabile pregio storico e architettonico.<br \/>\nIl Museo si presenta non solo come luogo \u201ccontenitore\u201d di manufatti relativi al settore dell\u2019arte, della tradizione, della scienza e della tecnica ma come un vero e proprio centro di aggregazione e diffusione della cultura. Il Museo ospita infatti eventi culturali ed esposizioni temporanee, realizza progetti di cooperazione con il territorio e gestisce programmi di inclusione rivolti a diverse tipologie di pubblico.<br \/>\nLe attivit\u00e0 educative svolte all\u2019interno del Museo, dirette dalla responsabile dott.ssa Angela Dini, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Arnera, hanno permesso a due migranti, ospitati nel Centro di Accoglienza di Pisa, gestito dalla Cooperativa stessa, di cimentarsi in attivit\u00e0 didattiche e formative, scoprendo una realt\u00e0 unica e innovativa \u2013 quella del Museo, presente sul territorio italiano.<br \/>\nI migranti sono diventati i veri protagonisti dei moduli che si sono svolti all\u2019interno del Museo. Questo ha permesso loro di cimentarsi come \u201cGuide\u201d all\u2019interno del Museo, svolgendo quindi un ruolo attivo e di utilit\u00e0 sociale oltre che didattica, grazie al quale hanno sfruttato al massimo le proprie competenze e risorse personali.<\/p>\n<h3><span class=\"lightviolet\"><strong>2. Il lavoro di gruppo<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><span class=\"lightviolet\"><span style=\"color: #000000;\">Il lavoro di gruppo svolto al Museo ha permesso ai migranti di interagire tra loro e con gli addetti all\u2019interno della struttura, in modo diretto e personale. I ragazzi sono entrati cos\u00ec in contatto con il nostro stile di vita, fortemente diverso da quello a cui sono abituati. Il contatto personale ha favorito lo sviluppo di un sentimento nuovo, di rinascita e di speranza, dove la diversit\u00e0 non \u00e8 stata percepita come un problema o un disagio, ma come una ricchezza. Il gruppo ha permesso loro di mantenere inalterata la propria diversit\u00e0, pur facendo parte di un nuovo insieme. Il contatto personale e la vita in comune hanno favorito il processo di socializzazione e integrazione. L\u2019esperienza al Museo ha permesso loro di creare una sorta di legame, sia tra i migranti stessi provenienti da diversi paesi dell\u2019Africa, sia tra loro e il territorio. Quello che \u00e8 stato apprezzato da tutti i partecipanti al progetto (migranti e operatori della Cooperativa) \u00e8 stato il lavoro di Gruppo che hanno svolto. Il Gruppo \u00e8 diventato una seconda casa: uno spazio in cui condividere la propria storia personale, conoscere pi\u00f9 da vicino usi e costumi del nostro Paese, praticare la lingua italiana. I ragazzi si sono sentiti accolti, non giudicati e soprattutto non etichettati in base alla loro provenienza e per la prima volta da quando sono arrivati in Italia, si sono sentiti parte di qualcosa di pi\u00f9 grande di loro, qualcosa di importante, come se un piccolo seme avesse improvvisamente iniziato a germogliare dopo mesi di stenti e di buio.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>La storia di Oudou Youda dal Burkina Faso<\/strong><br \/>\nE\u2019 appena sorto il sole in Burkina Faso. La pioggia incessante della notte ha lasciato il posto ad un timido sole che spunta tra le nuvole. La stagione delle piogge \u00e8 giunta al termine e gli abitanti dei piccoli villaggi che sorgono sulle colline, si preparano ad accogliere il vento secco e caldo proveniente dal Sahara.<br \/>\nOudou \u00e8 un ragazzo di 23 anni che nonostante la giovane et\u00e0 ha affrontato un viaggio pi\u00f9 grande di lui, prima di arrivare sano e salvo in Italia. Ha lasciato che il vento caldo del deserto lo accarezzasse un\u2019ultima volta, prima di salire a bordo di un vecchio motorino, arrugginito dal tempo e dalla sabbia sedimentata sulla carrozzeria e addentrarsi oltre i confini del suo Paese. Un paese, il Burkina Faso, dove l\u2019et\u00e0 media degli abitanti \u00e8 di 17 anni e dove pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione \u00e8 disoccupata.<br \/>\nIl Burkina Faso \u00e8 uno dei paesi pi\u00f9 poveri del mondo: essere poveri, in questa parte del mondo, non vuole dire non avere una casa di propriet\u00e0 o l\u2019ultimo modello di Smartphone disponibile sul mercato. Vuol dire vivere con ci\u00f2 che il tuo ettaro di terra riesce a darti: fagioli, cotone, arachidi, ortaggi, canna da zucchero. Se riesci a coltivare la tua terra, allora hai speranza di sopravvivere. Emigrare qui \u00e8 un fenomeno \u201cnormale\u201d. Emigrare vuol dire lasciare la propria famiglia d\u2019origine, vuol dire avventurarsi, nel vero senso della parola, in un viaggio che alcuni dicono essere \u201csalvifico\u201d ma che invece il pi\u00f9 delle volte porta dritti verso la morte.<br \/>\nTalvolta \u00e8 impossibile passare il confine a causa dei conflitti con i paesi vicini. Spesso il proprio viaggio si conclude in un paese diverso da quello scelto come destinazione. Finisce quel poco denaro che ti metti in tasca prima di partire, finisce che qualcuno ti ruba quelle poche risorse che hai, promettendoti paradisi che non esistono. Poi scopri che mano a mano che i chilometri aumentano e la distanza da casa si fa pi\u00f9 grande, tutto cambia: non solo il paesaggio intorno a te, ma anche le persone, volti di uomini, donne e bambini che non hai mai visto prima e che non sono e non potranno mai essere, la tua famiglia.<br \/>\nCambiano le etnie, gli usi e i costumi, le tradizioni, la fede religiosa e soprattutto cambia la lingua. Una lingua, che il pi\u00f9 delle volte non conosci e allora capisci che quello che senti \u00e8 solo un suono, qualcosa di estraneo e che se non stai attento sarai fregato di nuovo. Cos\u00ec ti ritrovi in mezzo al mare, insieme ad altri esseri umani, ma in quel momento di umano non c\u2019\u00e8 nulla. Fa freddo, perch\u00e9 sei partito da casa che il sole era alto nel cielo e il vento soffiava caldo sul tuo viso come un phon acceso alla massima velocit\u00e0. Succede che qualcuno durante il viaggio ti parla dell\u2019Italia, mentre tira fuori dalla propria sacca una felpa con uno stemma colorato: \u00e8 una bandiera. E\u2019 la bandiera francese, ma tu non stai andando in Francia, ti dicono, &#8211; tra poco arriverai in Italia e li qualcuno verr\u00e0 a prenderti e ti aiuter\u00e0 a trovare un lavoro &#8211; .<br \/>\nEcco, che per un attimo, si riaccende quella flebile speranza che aveva illuminato il tuo sguardo e i tuoi occhi, il giorno in cui sei partito da casa e hai salutato la tua famiglia, promettendo loro di tornare presto. Ma anche tu hai barato, perch\u00e9 sapevi che non saresti pi\u00f9 tornato indietro. Sai che non potrai farlo anche se lo vorrai con tutto te stesso: non avrai denaro per pagarti un biglietto aereo, non avrai documenti, non avrai amici che potranno aiutarti con la lingua, con quel suono che vorresti fosse familiare e invece \u00e8 solo un mucchio di \u201cchiacchiere\u201d che non capisci.<br \/>\nNon capisci perch\u00e9 non puoi tornare a casa. Non capisci cosa farai domani, quando il centro di accoglienza che ti ospita ti dir\u00e0 di andare. Andare, dove ? A casa ? In un altro Paese straniero ? Per mille notti e per mille giorni penserai che forse, l\u2019unico posto dove avresti voluto vivere e morire \u00e8 il Paese in cui sei nato.<\/p>\n<p><strong>La storia di Ange Anzinze dalla Repubblica Democratica del Congo\u00a0<\/strong><br \/>\nLa Repubblica Democratica del Congo \u00e8 uno Stato dell&#8217;Africa centrale. La parte nord del paese, costituisce una delle pi\u00f9 grandi aree di foresta equatoriale al mondo. Il paese possiede delle immense risorse naturali, come le miniere di diamanti e di rame e i giacimenti d&#8217;uranio, eppure il reddito pro capite \u00e8 tra i pi\u00f9 bassi del mondo. La popolazione vive di agricoltura di sussistenza, allevamento e pesca.<br \/>\nGli scambi commerciali con il mondo esterno riguardano il cacao, il caff\u00e8, il cotone, l&#8217;olio di palma, il t\u00e8, la gomma, lo zucchero. Le principali produzioni alimentari, destinate al consumo interno, sono la manioca, le banane, le patate, i cereali (riso, mais, miglio) ed i legumi.<br \/>\nE\u2019 l\u00ec, da qualche parte, nella zona centrale del paese, dove una vasta area di savana alberata forma un altopiano ricco di minerali, che per 24 anni Ange e la sua famiglia hanno vissuto. A una quarantina di chilometri a nord della foce del fiume Congo, in una zona battuta dagli eserciti di ben sei Paesi africani, dove guerre e ribellioni per il controllo dei giacimenti di oro e diamanti, sono all\u2019ordine del giorno.<br \/>\nI ragazzi come Ange passano la vita cercando di sopravvivere e fuggire da una guerra che dura da oltre 20 anni. Una guerra di cui non si parla, di cui non si conoscono ragioni n\u00e9 torti, n\u00e9 si possono comprendere a fondo le motivazioni, ammesso che una guerra di qualunque genere e tipo, possa averne. Ange \u00e8 sopravvissuto alla guerra, alle bande armate di milizie non governative, agli ex-militari e ai gruppi tribali che effettuano incursioni e razzie con conseguenti massacri di civili.<br \/>\nE\u2019 sopravvissuto alla malnutrizione, alla mancanza di strutture sanitarie qualificate nel suo Paese. E\u2019 sopravvissuto a chi gli ha promesso che in Italia sarebbe stato pi\u00f9 facile vivere. Ange \u00e8 un ragazzo di 24 anni che parla francese e sta imparando la nostra lingua, un ragazzo che si pone domande su cosa succeder\u00e0 nel suo Paese tra un mese, un anno e cosa sar\u00e0 di lui in Italia ? Un ragazzo dagli occhi profondi, con le mani piene di tagli, perch\u00e9 Ange ha coltivato la terra, ha scavato, ha piantato dei semi, ha studiato sui libri di scuola ma la sua priorit\u00e0 per molto moltissimo tempo \u00e8 stata quella di sopravvivere. Adesso in Italia, spera di iniziare a vivere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La voce degli operatori della cooperativa Arnera. Renato Petrone, Isolina Ravenda e Ilaria Morelli.<\/strong>La nostra intenzione non \u00e8 quella di giudicare: non ne siamo capaci, anche se a volte \u00e8 pi\u00f9 facile sedersi sulla poltrona dei \u201cgiudici\u201d piuttosto che su una sedia per guardare e imparare. L\u2019intento non \u00e8 quello di misurare chi viene da un altro posto del mondo, diverso in tutto e per tutto dall\u2019Italia e dal resto dell\u2019Europa. Non \u00e8 valutare chi parla una lingua diversa dalla nostra. L\u2019intento non \u00e8 soppesare le parole, le storie che ogni ragazzo che incontriamo, porta con s\u00e9, nella sua memoria e sulla sua pelle. L\u2019intenzione \u00e8 quella di ascoltare una storia diversa dalla nostra, accogliere chi si \u00e8 imbattuto in una strada pi\u00f9 difficile di quella che abbiamo percorso noi fino ad oggi.<br \/>\nVogliamo sorpassare paure e pregiudizi \u2013 anche se la paura per il futuro resta sempre e comunque \u2013 vorremmo fare di pi\u00f9, ci sforziamo di dare il massimo, di restituire anche una sola goccia di umanit\u00e0 nella vita di una persona che di umano ha vissuto ben poco.<br \/>\nNon vogliamo parlare di sfortuna, di destino n\u00e9 d\u2019altro canto vogliamo affidare la soluzione alla fortuna o ad un singolo gruppo politico, ma vogliamo essere noi prima di tutto \u201cumani\u201d e \u201cumanizzati\u201d, protratti e attratti verso ci\u00f2 che \u00e8 diverso da noi.<br \/>\nSiamo consapevoli dei nostri limiti umani e personali, sappiamo portare il peso di un sistema che manca di un progetto unitario a livello mondiale per quanto concerne l\u2019accoglienza dei profughi. Sappiamo il peso che questi ragazzi portano sulle loro spalle. Non vogliamo parlare di sfortuna, di destino n\u00e9 d\u2019altro canto vogliamo affidare la soluzione alla fortuna o ad un singolo gruppo politico, ma vogliamo essere noi prima di tutto \u201cumani\u201d e \u201cumanizzati\u201d, protratti e attratti verso ci\u00f2 che \u00e8 diverso da noi.<br \/>\nL\u2019integrazione passa attraversa la formazione, un mestiere e una lingua da imparare. L\u2019integrazione non \u00e8 solo fornire cibo e vestiario. L\u2019integrazione \u00e8 legalit\u00e0. Vuol dire prima di tutto dignit\u00e0 per la persona da cui si esige il rispetto delle regole. L\u2019integrazione si attua se riusciamo a fornire competenze linguistiche e lavorative di base. Oltre a fornire loro i beni di prima necessit\u00e0, li accompagniamo nell&#8217;iter burocratico di richiesta asilo, teniamo lezioni di lingua italiana, li affianchiamo in tutto quello che riguarda l&#8217;assistenza sanitaria.<br \/>\nQuesta esperienza con il Museo fa parte del tentativo di fornire loro gli strumenti necessari per aiutarli a muoversi in modo autonomo all&#8217;interno del nostro paese. Ma il lavoro pi\u00f9 grande devono farlo loro. Noi possiamo aiutarli e supportarli ma tocca a loro \u201cricostruirsi\u201d un\u2019identit\u00e0 nuova, che pu\u00f2 essere fonte di grande arricchimento e soddisfazione ma anche di grande stress e disagio. Non \u00e8 mai facile \u201cri-definirsi\u201d, \u201cri-costruirsi\u201d soprattutto quando si \u00e8 lontani da casa.<\/p>\n<h3><span class=\"lightviolet\"><strong>3. Impressioni personali<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><span class=\"lightviolet\"> <span style=\"color: #000000;\">Intervistare Oudou, Ange \u00e8 stata per me un\u2019esperienza umana bellissima. Posso solo ringraziarli per avermi permesso di ascoltare le loro storie, per avermi parlato dal cuore e condiviso con me anche ci\u00f2 che le parole a volte, possono rendere difficile da raccontare. Mi hanno portato con loro, nelle loro vite, in un viaggio che \u00e8 soprattutto un percorso di speranza e di fiducia, oltre ogni pregiudizio, oltre ogni confine. Ringrazio le operatrici della Cooperativa per aver condiviso con me dubbi, speranze e l\u2019amore per un lavoro che non \u00e8 sempre facile eseguire.Ringrazio la dottoressa Angela Dini per la disponibilit\u00e0, la professionalit\u00e0 e la voglia di creare sempre nuovi progetti e andare oltre un compito puramente tecnico, cercando di lasciare un po\u2019 di s\u00e9 e un po\u2019 di umanit\u00e0 in ognuno di noi.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il Museo spazio di incontro fra esseri umani&#8221; di Simona Genovali 1. Il museo Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi musei al mondo. Il Museo ha arricchito le sue collezioni nel corso dei secoli e oggi custodisce un patrimonio di enorme valore storico e scientifico. La sede si&nbsp; <a href=\"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/\">&hellip;  <i class=\"fa fa-chevron-right\"><\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":7525,"parent":16147,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"class_list":["post-16189","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il racconto della giornalista - Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&quot;Il Museo spazio di incontro fra esseri umani&quot; di Simona Genovali 1. Il museo Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il racconto della giornalista - Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&quot;Il Museo spazio di incontro fra esseri umani&quot; di Simona Genovali 1. Il museo Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/Museo-di-Storia-Naturale-Universit%c3%a0-di-Pisa-277794215612108\/\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2019-06-26T06:42:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.msn.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/madreporaTG.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2048\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"342\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@msncalci\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/\",\"name\":\"Il racconto della giornalista - Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/04\\\/madreporaTG.jpg\",\"datePublished\":\"2019-02-25T17:52:58+00:00\",\"dateModified\":\"2019-06-26T06:42:39+00:00\",\"description\":\"\\\"Il Museo spazio di incontro fra esseri umani\\\" di Simona Genovali 1. Il museo Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/04\\\/madreporaTG.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/04\\\/madreporaTG.jpg\",\"width\":2048,\"height\":342},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/il-racconto-della-giornalista\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Benessere e inclusione\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Piccoli passi\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/benessere-e-inclusione\\\/piccoli-passi\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"Il racconto della giornalista\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/\",\"name\":\"Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/#organization\",\"name\":\"Museo di Storia Naturale dell'Universit\u00e0 di Pisa\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/07\\\/footer-logo.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2016\\\/07\\\/footer-logo.png\",\"width\":220,\"height\":95,\"caption\":\"Museo di Storia Naturale dell'Universit\u00e0 di Pisa\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.msn.unipi.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/Museo-di-Storia-Naturale-Universit\u00e0-di-Pisa-277794215612108\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/msncalci\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/museostorianaturale_calci\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/channel\\\/UCDaMBe_RegmdCnxLPmryMxw\"]}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il racconto della giornalista - Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa","description":"\"Il Museo spazio di incontro fra esseri umani\" di Simona Genovali 1. Il museo Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il racconto della giornalista - Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa","og_description":"\"Il Museo spazio di incontro fra esseri umani\" di Simona Genovali 1. Il museo Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi","og_url":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/","og_site_name":"Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/Museo-di-Storia-Naturale-Universit%c3%a0-di-Pisa-277794215612108\/","article_modified_time":"2019-06-26T06:42:39+00:00","og_image":[{"width":2048,"height":342,"url":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/madreporaTG.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_site":"@msncalci","twitter_misc":{"Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/","url":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/","name":"Il racconto della giornalista - Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/madreporaTG.jpg","datePublished":"2019-02-25T17:52:58+00:00","dateModified":"2019-06-26T06:42:39+00:00","description":"\"Il Museo spazio di incontro fra esseri umani\" di Simona Genovali 1. Il museo Il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/madreporaTG.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/madreporaTG.jpg","width":2048,"height":342},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/il-racconto-della-giornalista\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Benessere e inclusione","item":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Piccoli passi","item":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/benessere-e-inclusione\/piccoli-passi\/"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Il racconto della giornalista"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/#website","url":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/","name":"Museo di Storia Naturale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/#organization","name":"Museo di Storia Naturale dell'Universit\u00e0 di Pisa","url":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/footer-logo.png","contentUrl":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/footer-logo.png","width":220,"height":95,"caption":"Museo di Storia Naturale dell'Universit\u00e0 di Pisa"},"image":{"@id":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/Museo-di-Storia-Naturale-Universit\u00e0-di-Pisa-277794215612108\/","https:\/\/x.com\/msncalci","https:\/\/www.instagram.com\/museostorianaturale_calci\/","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCDaMBe_RegmdCnxLPmryMxw"]}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16189","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16189"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16189\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17332,"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16189\/revisions\/17332"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16147"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7525"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.msn.unipi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}