Memorie dal mare: le conchiglie di Niccolò Gualtieri

Niccolò Gualtieri (Firenze 1688-1744) a 20 anni si trasferisce a Pisa dove, cinque anni dopo, ottiene la laurea in filosofia e medicina. Tornato a Firenze, grazie al favore che la famiglia godeva presso la corte granducale (il padre Lorenzo era guardarobiere del cardinale Leopoldo de’ Medici), diventa medico personale della Principessa Violante di Baviera, moglie di Ferdinando, il figlio di Cosimo III de’ Medici. Successivamente viene nominato medico personale del Granduca Gian Gastone e alla morte di quest’ultimo ottiene una cattedra di medicina all’Università di Pisa.

Uomo dalla personalità estremamente vivace e con numerosi interessi nel campo della poesia (compose commedie, oratori e cantate sacre, ricevendo anche le congratulazioni di Metastasio), del disegno (dipinse numerose raffigurazioni di piante ad acquarello) e delle scienze naturali, nel 1716 Gualtieri fonda assieme a Pier Antonio Micheli e Giuseppe Gaetano Moniglia la Società Botanica Fiorentina, la prima associazione scientifica europea dedicata allo studio della botanica. Gualtieri inizia a collezionare materiale naturalistico per un museo privato nel 1731 quando, in qualità di Commissario del Magistrato di Sanità, viene inviato sull’Isola d’Elba, a Portoferraio, per trovare un rimedio a una seria malattia epidemica. Durante la sua permanenza sull’isola raccoglie numerosi campioni di minerali, fossili ed animali marini. Il nucleo di questa collezione del “Museo Gualteriano” viene notevolmente ampliato nei successivi 12 anni grazie a ulteriori raccolte, all’aiuto di Micheli, Giovanni Targioni Tozzetti, altri amici e conoscenti, oltre all’acquisto di collezioni di molluschi ed altri animali marini e terrestri, piante, frutti, semi, legni, fossili, gemme e minerali. In particolare, per quanto riguarda i molluschi, gli esemplari più importanti gli vengono donati dal Granduca Gian Gastone de’ Medici che decide di consegnare a Gualtieri una buona parte della collezione malacologica della Galleria Reale, acquisita da Cosimo III e che include anche conchiglie raccolte dal famoso collezionista Georg Eberhard Rumpf, con esemplari provenienti principalmente dall’Indonesia.

Gualtieri ha una collezione sterminata di conchiglie…”, così scrivono le cronache dell’epoca. Solo le conchiglie della “collezione Rumphius” furono stimate in circa 3600 esemplari e nel 1746 Targioni Tozzetti, incaricato di redigere un catalogo per l’acquisto della collezione, riferisce che gli esemplari appartenevano a circa 2044 specie. Gualtieri decide di creare un catalogo della sua prestigiosa collezione di conchiglie e nel 1742 pubblica l’Index Testarum Conchyliorum che illustra in 110 tavole, tramite raffinate incisioni in rame, oltre 1100 conchiglie mediterranee ed esotiche e circa una cinquantina tra crostacei ed echinodermi.

Sebbene l’Index segua il tipo di classificazione basato ancora sui caratteri morfologici delle conchiglie, rappresenta un’opera cardine nella storia della malacologia. Infatti Linneo e numerosi altri famosi malacologi del XVIII e XIX secolo, quali ad esempio Johann Friedrich Gmelin, Otto Friedrich Müller, Jean-Baptiste Lamarck, hanno basato la descrizione di molte delle loro nuove specie anche sulle figure contenute nel volume di Gualtieri. Per questo motivo la collezione, oltre ad avere una importanza storica notevole dal momento che è una delle poche collezioni pre-linneane ad essere giunta fino ad oggi parzialmente intatta, è soprattutto di grande valore sul piano scientifico in quanto molte delle conchiglie illustrate rappresentano i “tipi” (gli esemplari sui quali viene descritta una nuova specie) delle specie di Linneo, Gmelin, Müller, Lamarck ed altri autori.

Dopo la morte di Gualtieri, nel gennaio 1747 il Granduca Francesco Stefano di Lorena ordina di acquistare il “Museo Gualteriano” e di trasferirlo a Pisa. La collezione Gualtieri si trova attualmente presso la collezione malacologica storica nel Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa ed è composta da circa 700 esemplari, principalmente gasteropodi e bivalvi a secco in buone condizioni, sia esotici che mediterranei, dalle dimensioni di pochi millimetri fino a oltre 20 centimetri. Molti di questi esemplari presentano un numero, scritto con inchiostro nero direttamente da Gualtieri, corrispondente alla figura riportata nel volume dell’Index. La maggior parte delle conchiglie include tipi di Linneo e di Lamarck ed alcuni esemplari rappresentano più di un tipo poiché l’immagine corrispondente è stata utilizzata da più autori per descrivere specie diverse. Alcune conchiglie inoltre possiedono un notevole interesse scientifico in quanto rappresentano l’unico tipo esistente di Linneo perché nella collezione di quest’ultimo (Linnean Society, Londra) l’esemplare corrispondente non è stato rintracciato, oppure è andato perduto. Tra questi si segnalano: Monoplex pilearis (L., 1758), Conus aulicus (L., 1758) e Iberus gualtieranus (L., 1758).

 

A.C.

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