Spazi Verdi della Certosa
La Certosa di Pisa è caratterizzata da ampi spazi verdi che erano parte integrante della vita certosina e che rappresentavano sia un luogo di pace e armonia in cui poter ricercare il silenzio e la solitudine, sia un’area agricola necessaria per assicurarsi le risorse per la vita quotidiana.
Il settore sudoccidentale, separato da una cinta muraria interna, era destinato alle produzioni orticole e oggi è tenuto a prato.
L’altra zona, invece, era definita desertum, per rievocare il deserto della regione dell’antico Egitto, la Tebaide, in cui San Pacomio fondò, intorno al 320 il primo monastero. Il desertum comprende ancora oggi una vasta area prativa in cui sono inseriti circa quattrocento ulivi, un centinaio di alberi da frutto, varie viti a pergola e un campo di lavanda di recente introduzione. Inoltre, nella parte alta, sono preservati vari elementi boschivi, tra cui querce, olmi e aceri. Restano anche alcuni pini domestici, tigli, allori e cipressi, classici elementi impiegati per delimitare i viali e incorniciare i settori.
Tutta l’area era servita da un sistema d’irrigazione autonomo a caduta, con vasche di raccolta e canali superficiali e sotterranei di smistamento, il cui impianto è in gran parte preservato anche se la portata dell’acqua si è notevolmente ridotta negli anni.
Durante la visita al Museo, in particolare dalla Galleria dei Cetacei, è possibile ammirare tali spazi.

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