Acquario del Museo

Con i suoi 60.000 litri d’acqua e oltre 100 specie di pesci presenti, quello del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa è l’acquario d’acqua dolce più grande d’Italia.

Sebbene rappresentino soltanto una piccolissima parte delle acque del nostro pianeta (circa il 3%, inclusi i ghiacciai), le acque dolci ospitano oltre il 40% delle specie ittiche esistenti.
A causa delle peculiarità ecologiche di questi delicati ecosistemi e delle continue minacce provocate dall’azione dell’uomo, come l’inquinamento, la pesca e l’introduzione di specie alloctone (originarie di altre aree geografiche), molte di questi animali rischiano l’estinzione.

L’esposizione vuole offrire un quadro della grande diversità del gruppo dei pesci e sensibilizzare il pubblico verso problematiche attuali che ci coinvolgono in prima persona e riguardano l’ambiente in cui viviamo.

L’Acquario si sviluppa su una superficie di circa 500 metri quadri espositivi ed è composto da cinque settori.

Il primo è dedicato alle acque del territorio e ospita quattro vasche con pesci italiani e specie endemiche della Toscana, cioè che vivono solo in questa zona. I pesci presenti provengono in particolare dai bacini dei fiumi Arno e Serchio (tinca, rovella, barbo etrusco, persico reale, gamberetti di fiume, vairone italiano, ghiozzo) e dalla laguna di Orbetello (nono).

Il secondo settore descrive da un lato l’evoluzione dei pesci e dall’altro gli adattamenti ai diversi ambienti naturali dove le specie d’acqua dolce si sono differenziate in moltissime forme. Nelle vasche si possono osservare i pesci cartilaginei, come le razze d’acqua dolce, alcune specie ritenute fossili viventi, come i polipteri e i lepisostei, varie specie appartenenti ai gruppi dei Cipriniformi (il botia pagliaccio), dei Siluriformi (pesci gatto), dei Caraciformi (i tetra), la famiglia dei Ciclidi, la più numerosa tra i vertebrati, con oltre 3000 specie stimate al mondo e infine i Tetradontiformi con il pesce palla. In questo settore troviamo anche l’axolotl (Ambystoma mexicanum), un particolarissimo anfibio che mantiene le branchie in fase adulta, minacciato di estinzione a causa della distruzione del suo habitat naturale. Sono presenti inoltre due specie di tartarughe d’acqua dolce (Carettochelys insculpta, Apalone spinifera).

Il terzo settore ospita una grande vasca con le carpe koi, la varietà ornamentale della carpa comune, molto diffusa in Giappone dove è allevata a scopi decorativi.

Il quarto e il quinto settore descrivono la biodiversità nel mondo con vasche dedicate alla fauna ittica europea (luccio, barbo, cavedano, anguilla), africana (damba gessato, i pesci gioiello e i ciclidi dalla testa gibbosa), americana (tra cui spiccano l’arowana sudamericano, gli oscar, i piranha dal ventre rosso, il pesce gatto dalla coda rossa e il luccio alligatore) e asiatica (pesce coltello pagliaccio, gurami gigante).