Il Monte Pisano in miniatura

Come nel parco tematico di Rimini hanno saputo ricreare i principali monumenti italiani, così noi, nel piccolo giardino del Museo, abbiamo ricreato i principali ambienti naturali del Monte Pisano.

In poche decine di metri quadrati un percorso multisensoriale porta alla scoperta delle caratteristiche di sei ambienti naturali diversi.

Iniziamo con il groviglio degli ambienti marginali con piante pioniere come la berretta del prete, il ligustro, l’alaterno e la ginestra comune in grado di colonizzare anche i terreni più poveri. Proseguiamo con gli aromi inconfondibili della macchia acidofila in cui vegetano cisti, eriche, filliree e lavande selvatiche; passando per la piccola aiuola centrale che propone la desolazione di un terreno post incendio in cui instaurerà una macchia atipica dominata soltanto dalle eriche e dallo spinosissimo ginestrone, come quella che si è sviluppata in varie zone colpite dal grande incendio del settembre 2018.

Ci spostiamo all’ombra del sottobosco popolato sia da specie comuni quali il ciclamino napoletano, la fragolina di bosco, l’elleboro verde, la primula comune e la viola mammola, sia da alcune rarità per il Monte Pisano, quali l’aglio orsino, il bucaneve, il campanellino e il colchico portoghese, che vivono solo in poche zone fresche e umide del versante lucchese.

Poi torniamo al sole con la vivacità del prato spontaneo composto da un insieme eterogeneo e variopinto che muta durante l’anno, in cui sono state inserite anche specie minacciate dalla lavorazione profonda del terreno, dai diserbanti e dai frequenti sfalci, quali il giacinto romano, il gladiolo e le orchidee.

Concludiamo il percorso con il calore e i profumi della gariga e della macchia su suolo calcareo composte prevalentemente da specie erbacee e arbustive sempreverdi capaci di restistere al caldo e alla siccità come la santoreggia, il mirto, il lentisco, l’elicriso, l’asparago e l’euforbia spinosa.

Le oltre cento specie vegetali che formano questi microambienti hanno attirato negli anni molti animaletti che risiedono o frequentano abitualmente il giardino, tra cui lucertole, merli, pettirossi, ragni, chiocciole, coleotteri, api e molte farfalle.

A completare il quadro di quello che possiamo definire a tutti gli effetti un giardino naturalistico sono i campioni di rocce che costituiscono il Monte Pisano, che ci raccontano un’affascinante storia lunga 500 milioni di anni.

Il Giardino del Museo si è così trasformato in un punto di partenza ideale per la conoscenza del territorio, prolungamento concreto dei contenuti presentati nella nostra trilogia di gioco-guide I tesori del Monte Pisano, dedicata alle ricchezze naturalistiche del Monte.

S.S.

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