Una notte di luna, sogni e balene
“E soprattutto, guardate con occhi scintillanti l’intero mondo intorno a voi, perché i più grandi segreti sono nascosti nei posti più impensati. Quelli che non credono nella magia non la troveranno mai.”
Roald Dahl, I Minipin
Nella notte tra il 13 e il 14 giugno, il Museo ha ospitato “Notte di luna, sogni e balene”, seconda edizione dell’evento che permette ai visitatori di dormire all’interno del Museo, nella Galleria dei cetacei.
I “viaggiatori” di questa iniziativa hanno esplorato il Museo al buio, a lume di lanterna, accompagnati verso i tre eventi musicali della serata.
Nella Wunderkammer, sulle note di chitarra di Pablo Acevedo, hanno ascoltato la storia de “La bambina e l’orsa”, sotto gli sguardi severi dell’orso polare e l’orso Kodiak. Davanti ai diorami illuminati hanno assistito a storie illustrate di animali, raccontate attraverso il Kamishibai, il “teatro di carta” portatile giapponese, immersi nel paesaggio sonoro creato dal flauto traverso di Maya Bono. Infine, le note dei violoncelli di Emma Draghi e Milos Seyda, che risuonavano nelle enormi casse toraciche delle balene, hanno accolto gli esploratori di questa notte, nella Galleria dei cetacei, luogo dove hanno riposato.
Il viaggio all’interno del Museo è stato narrato sul tema della magia che, con il buio, risalta all’interno delle sale attraversate. Una magia che, senza giochi di prestigio e come antiche rune, si concentra sulle soglie di alcuni spazi del Museo che custodiscono piccoli mondi al loro interno.
La magia di varcare queste soglie ci trasporta allora dal mondo della collezione, il deposito dei cetacei, a quello dell’esposizione, la Sala degli orsi, in cui i reperti prendono vita e acquisiscono le intenzionalità dei “maghi” tassidermisti che li hanno preparati.
Possiamo varcare le soglie della Camera delle Meraviglie, immergendoci nel mondo del Cinquecento, quando missionari e “maghi” curiosi della Natura raccoglievano oggetti di loro interesse durante esplorazioni e viaggi, allestendo piccole esposizioni anche sui vascelli che li portavano attraverso mari in tempesta.
Ma è in groppa alla nave del deserto, lo scheletro di dromedario alla fine della Camera delle Meraviglie, che entriamo in un mondo e in un tempo in cui poco a poco, le Wunderkammern allestite per poche persone divengono musei per tutti.
Conosciamo qui i grandi maghi del nostro Museo: Nicolò Gualtieri e Paolo Savi. Il primo fu il naturalista che nel Settecento raccolse alcune delle conchiglie usate in seguito da Carlo Linneo, padre della nomenclatura binomiale biologica, come esemplari di riferimento. Il secondo fu il primo a spostare l’attenzione dagli animali come attori protagonisti delle proprie vetrine a quello di attori corali all’interno di scene del mondo naturale. E l’ultima magia della Galleria storica è proprio l’immedesimarsi nel lavoro di Paolo Savi, sostando dietro alla ricostruzione della sua scrivania, su cui abbiamo voluto immaginare degli occhiali, tanto simili a quelli della salamandrina da lui descritta (Salamandrina perspicillata).
Salendo le scale accanto ai resti di capodoglio e balenottera, spiaggiati in Toscana nel Settecento, si può guardare dall’alto la Storia del Museo. Come per magia, ci troveremo allora nel mondo naturale, a passeggiare tra gli ambienti di questo Pianeta e dispersi nella diversità di mammiferi che li abitano.
Attraversando la penultima soglia di questa “Notte di luna, sogni e balena” seguiamo la storia evolutiva dei cetacei sin dagli albori. Da piccoli mammiferi erbivori abbastanza coraggiosi e abili ad esplorare ambienti acquatici, in 15 milioni di anni seguiamo gli antenati di balene e delfini dagli ambienti costieri verso il mare aperto.
Saliamo l’ultima rampa di scale e intravediamo le sagome dei moderni cetacei illuminati dalle nostre lanterne. Nella Galleria dei cetacei usciamo a riveder le stelle, che riflettono la luce sulle ossa dei giganti del mare.
I visitatori, arrivati da molte regioni italiane, hanno detto di questa esperienza:
“Girare il museo al buio, muniti solo di lanterne, è un’esperienza magica che non capita tutti i giorni.”
“Dormire nella galleria del museo è stata un’esperienza estremamente suggestiva.”
“Un evento originale e curato con attenzione, un’opportunità di conoscere il museo con occhi diversi, di viverne gli spazi con maggiore intimità e farlo diventare personale. Un’ avventura per adulti che abbiano la sensibilità e la curiosità dei bambini.”
Le esibizioni musicali hanno positivamente colpito i visitatori: la scelta dei brani, la musica e le illustrazioni hanno contribuito a creare un’atmosfera di emozioni e magia. Il colpo d’occhio dei violoncellisti che suonano sotto gli scheletri delle balene rimarrà sicuramente impresso nella memoria dei partecipanti, insieme al risveglio tra le balene e la colazione sotto il nocciolo la mattina seguente.
F.N.

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