Un’estate di scoperte: il Museo ecosistema educativo fra gioco e scienza.

L’evoluzione del museo contemporaneo lo ha portato a ridefinirsi come un’istituzione capace di superare il tradizionale ruolo di conservazione per configurarsi come un ambiente educativo attivo a più dimensioni. In questa prospettiva, il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa ha intrapreso un percorso decennale di ridefinizione della propria offerta extrascolastica, interpretando il museo come un “terzo spazio” che integra scuola, famiglia e territorio.
Tale approccio si fonda sulla visione del futuro dell’educazione promossa dall’UNESCO, in cui il museo diventa un contesto privilegiato per lo sviluppo di competenze cognitive e sociali lungo tutto l’arco della vita.

La formazione

Dal 2015, i Servizi di Educazione e Mediazione del Museo hanno consolidato questa visione attraverso una collaborazione strutturale con l’Associazione Feronia. Questa sinergia ha permesso di trasformare il museo in un “nodo organizzativo” della comunità, capace di offrire servizi affidabili e di alta qualità pedagogica, come i campi estivi, i campi settembrini e le attività pasquali e natalizie del programma regionale “S-passo al Museo”. L’idea portante è che il museo faccia parte di quel “villaggio” necessario per crescere un bambino, assumendosi una responsabilità educativa collettiva.

Un momento cruciale di questo percorso è stato il corso di formazione per operatori e guide ambientali realizzato nel novembre 2025. La metodologia della formazione, di natura dialettica e partecipativa, ha permesso ai professionisti di riflettere criticamente sulla propria azione educativa, distinguendo tra la mera attività ludica e il gioco come dispositivo pedagogico intenzionale. Il gioco è stato infatti riconosciuto come lo strumento centrale per l’apprendimento: attraverso di esso, i bambini esplorano, immaginano e costruiscono significati simbolici, trasformando gli stimoli culturali ricevuti in una solida base per la costruzione della loro idea del mondo. Oltre alla dimensione pedagogica, la formazione ha affrontato la complessità organizzativa: dalla gestione della sicurezza alla comunicazione con le famiglie, intesa come parte integrante della “cura educativa” necessaria per il buon funzionamento di ogni progetto.

La programmazione

I risultati di questo lungo processo di ricerca-formazione sono confluiti nella programmazione delle attività extrascolastiche per il 2026. Le proposte per i campi estivi testimoniano il passaggio da un’attività puramente didattica a una narrazione esperienziale profonda che ha visto una grandissima adesione e gradimento di famiglie e bambini. Tutti i progetti si sviluppano in un programma di attività settimanale che oltre a presentare contenuti scientifici, utilizzano il gioco di ruolo, il metodo sperimentale e il problem solving per stimolare l’autonomia e il piacere di apprendere.

Il programma si chiuderà a settembre con due settimane di attività prima dell’inizio della scuola, in cui interverranno anche gli esperti del Museo. La prima settimana si ispirerà a “Il libro della giungla” con i segreti e le curiosità della natura più selvaggia e, la seconda, dal titolo “Escape Certosa!”, offrirà un appassionante percorso fra misteri ed enigmi da risolvere all’interno del Museo.

A.D.

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