Sala della preistoria del Monte Pisano

L’allestimento “Grotta del Leone, l’uomo preistorico sul Monte Pisano” ha come obiettivo primario la valorizzazione di un bene di grande rilievo storico e scientifico dell’area pisana qual è la Grotta del Leone di Agnano.

Nella Grotta del Leone le ricerche archeologiche dell’Università di Pisa furono avviate da Ezio Tongiorgi, dal 1947 al 1950, e proseguite da Antonio Mario Radmilli dal 1970 al 1974.
Dal 2015 sono ripresi gli scavi a cura di Giovanna Radi e in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.

I resti rinvenuti attestano che la grotta durante il Paleolitico era usata come riparo da gruppi di cacciatori e nel Neolitico era destinata a svolgere rituali da gruppi di agricoltori provenienti dall’attuale Francia.
Nell’Età del Rame la grotta diventa luogo funerario secondo una modalità diffusa nella Toscana Nord occidentale.
In seguito la grotta è stata frequentata sporadicamente nelle Età del Bronzo e del Ferro, in epoca etrusca, in età rinascimentale e fino ai giorni nostri.

Un altro importante sito poco distante dalla grotta del Leone è quello del Riparo la Romita di Asciano nel quale gli scavi di Renato Peroni (1955-1956) hanno messo in luce una stratigrafia che documenta una frequentazione del tutto simile a quella della Grotta del Leone a partire dal Neolitico.

Infine, uno stretto legame tra la zona costiera e quella interna è testimoniato dal sito di Dune del Poggio di Mezzo a San Rossore (scavi diretti da Carlo Tozzi 1972-1974), che arricchisce il quadro del popolamento dell’area pisana durante il Neolitico.

Il settore espositivo consiste in due sale collegate da un corridoio di accesso nel quale è possibile ammirare un pannello raffigurante una scena di frequentazione umana esterna alla grotta realizzato da Mauro Cutrona, uno dei principali paleoartisti italiani.
Nella prima sala è stata ricostruita la Grotta del Leone, all’interno della quale i visitatori potranno osservare l’aspetto di un sito archeologico durante la fase di scavo e potranno toccare con mano alcuni modelli di fossili e di manufatti ritrovati nella grotta.
Nella seconda sala, organizzata in quattro vetrine, sarà possibile osservare i principali reperti e fossili ritrovati alla Grotta del Leone, al Riparo la Romita e nel sito di Dune di Poggio di Mezzo. Inoltre la presenza di una postazione multimediale permetterà di approfondire alcuni dei temi trattati e di conoscere meglio alcuni dei reperti principali.